Il giorno 18 gennaio 2012 siamo andati a visitare due centrali: la Centrale termoelettrica Sorgenia di Bertonico e la Centrale idroelettrica di Colombina sempre a Bertonico.
Lo scopo della nostra uscita era di capire che si può produrre energia elettrica in due modi diversi.
La centrale idroelettrica è un posto piccolo e antico, molto accogliente e anche molto freddo. Abbiamo avuto l’impressione di essere in montagna perché si sentiva il rumore dell’acqua che scorreva.
Infatti, la centrale di Colombina per produrre energia elettrica utilizza la forza dell’acqua. L’acqua proviene dal Colatore Muzza,
che a sua volta deriva dal canale Muzza, che prende la sua acqua dal fiume Adda.
Grazie a un dislivello naturale di 5 metri, l’acqua acquista la forza necessaria per far muovere una turbina, che trasforma l’energia idrica in energia meccanica.
La turbina è collegata a un alternatore che a sua volta trasforma l’energia meccanica in energia elettrica. Questa energia elettrica viene poi trasportata nelle nostre case.
I proprietari della centrale possono controllare tutto il procedimento e la quantità di energia prodotta grazie a una piccola sala controllo computerizzata.
L’energia prodotta in questo modo utilizza una fonte rinnovabile, perché……..
Scritto da Barbara ( gennaio 13, 2012 alle 21:10) · Contenuto in Cittadinanza
Mercoledì 11 gennaio siamo andati al Teatro alle Vigne per vedere uno spettacolo intitolato La Repubblica dei Bambini. Lo spettacolo parlava di due ragazzi di nome Chiara e Daniele,che volevano fondare una micro-nazione. Per farlo si sono procurati un manuale d’istruzioni che spiegava come fondare una nazione. Come prima istruzione c’era scritto di trovare un territorio. E questo ce l’avevano: era il teatro. Poi bisognava avere un popolo e in due erano pochi. Allora hanno deciso di considerare tutti gli spettatori, compresi noi, come popolo. Come terzo punto era necessario avere delle regole civiche, eccone alcune: non si maltrattano gli animali, non si deve essere violenti con nessuno, tutti hanno il diritto di essere rispettati e il dovere di rispettare, tutti hanno diritto a una casa, a dei vestiti e al cibo. A questo punto bisognava decidere il tipo di governo tra la monarchia, cioè quando c’è un re che decide tutto e ha il diritto di vita e di morte su tutti; la dittatura, che è come la monarchia solo che chi comanda non si chiama re e toglie la libertà alla gente; ed infine la Repubblica. In quest’ultima si vota un capo che deve accontentare un po’ tutto il popolo. E’ stata scelta la Repubblica: si doveva scegliere il Presidente tra Chiara e Daniele, che tutti e due facevano grandi promesse. La maggioranza, tra cui io, ha scelto Daniele, che ci aveva promesso addirittura un campo da calcio. Ma lui, dopo un po’, ha iniziato a comportarsi da dittatore. Perciò abbiamo fatto una rivolta. Abbiamo provato a leggere le istruzioni e c’era scritto che dopo una rivolta bisognava fare qualcosa di nuovo. Allora abbiamo provato a chiamare al telefono tre Presidenti: Obama, SarKozy e il presidente cinese di cui non so il nome. Nessuno dei tre ci ha dato un’idea visto che non li abbiamo capiti. Dopo ha chiamato uno sconosciuto che aveva la voce contraffatta, probabilmente presa da Dart Fener, un personaggio della saga di STAR WARS. Ci ha detto che aveva messo nella micro-nazione una bomba. La bomba aveva due fili:uno giallo e uno rosso; ma solo uno era quello da tagliare per disinnescarla. E’ stato scelto quello giallo e, per fortuna, era quello giusto. Lo spettacolo era quasi finito… A questo punto ci hanno detto di usare sempre l’immaginazione perchè ci ha portato alle nostre più grandi scoperte. E’stato bellissimo. (Andrea)
Scritto da 5B S. F. Cabrini ( dicembre 22, 2011 alle 09:58) · Contenuto in Generale
Abbiamo preparato i biscotti di Natale con le nostre mani per fare un regalo speciale.
Se anche voi volete fare i nostri biscotti,procuratevi 4 hg di farina, 2 hg di burro, 180 g zucchero, 1 uovo intero e 2 tuorli, un pizzico di sale e……un cucchiaino di lievito. Mescolate tutti gli ingredienti in un grande contenitore, impastate bene affinché tutti gli ingredienti siano ben amalgamati. Ora stendete la pasta, prendete le formine che più vi piacciono e mettetele in una teglia. Infornare a 180° C per 15 minuti circa.
Ora potete preparare il vostro regalo speciale.
Noi ci siamo divertiti e adesso provate voi. Un grazie con tutto il cuore alle nostre cuoche che hanno curato amerevolmente i nostri biscotti durante la cottura.
La Biblioteca dei Ragazzi, completamente ristrutturata, è stata riaperta.
Oggi ci siamo andati per prendere in prestito il libro da leggere durante le vacanze natalizie e …siamo rimasti a bocca aperta !
L’ambiente è stato completamente ristrutturato: ora è molto più ampio e comodo.
C’è una sala per l’ascolto delle fiabe con un magnifico vecchio camino… una sala per i laboratori creativi e una per le ricerche con tanti tavoli per studiare in gruppo. C’erano delle studentesse delle scuole superiori che stavano leggendo e chiacchierando.
E c’era un ragazzo africano che parlava in inglese con la bibliotecaria…
Che bella una biblioteca aperta a tutti i giovani del mondo che possono incontrarsi, studiare, scambiarsi idee e divertirsi.
Abbiamo svolto la nostra caccia al libro tra i nuovissimi scaffali, cercando tra tante copertine colorate ed accattivanti il libro migliore per noi…perché ormai sappiamo che ogni libro è come un incontro e, se riusciamo a trovare quello giusto per noi, diventerà importante … e ci dispiacerà lasciarlo.
Come dice la grandissima poetessa Emily Dickinson, “Nessun vascello c’è che come un libro possa portarci in contrade lontane…”
Venerdì 18 Novembre dalle ore 14.00 alle ore 16.00 siamo stati allo Spazio Arte della Bipielle. Sono andato con la mia classe, a piedi. La mostra era intitolata “Terza Biennale d’Arte di Lodi”.
La Biennale è un’esposizione che propongono ogni due anni: vi hanno allestito le opere di venti artisti per far vedere alle persone come l’arte cambia.
Quando siamo entrati la guida si è presentata : era il signor Gianmaria Bellocchio. Ci ha fatto vedere il primo artista: Mario Ottobelli. Era l’unico artista di quella mostra che era morto. Ecco la sua storia: faceva il dottore che visitava i bambini delle scuole; nel tempo libero dipingeva quadri.Nella sala a fianco un artista aveva esposto una testa rettangolare in bronzo che piaceva molto al mio compagno Alessandro. Poi siamo andati verso il quadro di un artista africano che avevano scelto come simbolo della mostra: era un’arca con sopra dei libri e, secondo quelli che hanno allestito la mostra, ogni libro rappresentava la storia di un artista. Abbiamo visto opere fatte con giornali intrecciati che formavamo grandi tessuti lavorati; c’era un gomitolo con vicino dei giganteschi ferri da maglia di legno che era fatto con le pagine de Il Sole 24 Ore, una calza lavorata con La Gazzetta dello Sport, una rete con Il Corriere della Sera e un’altra rete con Il Giorno. Altre opere ancora erano forme strane di terracotta con attaccate sopra palline sempre di terracotta e c’erano anche altre forme che erano state fatte passare nello schiacciapatate e formavano fili intrecciati.
Più avanti c’era un trittico che sembrava in 3D, vi era dipinta addirittura una stanza con dentro altri quadri! Un quadro era intitolato “ Matrimonio all’Italiana “ e raffigurava un’auto con il carillon, che era sproporzionata rispetto allo sposo e alla sposa che ci stavano sopra,inoltre la sposa che stava scendendo, aveva una gamba lunghissima rispetto al suo corpo.
In una saletta vicina c’erano dei pezzi di violini che una ragazza aveva trovato nella bottega di suo padre. Alcune opere, lasciate incompiute per scelta, seguivano questa stanzetta.
Abbiamo poi visto una sequenza di quadri di cui uno a me non piaceva proprio, ma neanche gli altri. Non mi piacevano perché non avevano un significato chiaro. Alcuni quadri dipinti con petrolio e cenere, che sembravano foto vecchie, erano di fronte alla sequenza. C’erano scarti dei tubi degli idraulici che erano stati saldati e formavano oggetti. Mentre compilavamo un foglio in cui dovevamo scrivere quale quadro ci era piaciuto e quale no, alcuni compagni andavano, con la guida, a fare un percorso breve in cui si spiegava di un angelo che aveva tradito Dio e allora Dio l’aveva buttato giù dal paradiso e durante il percorso si vedevano le immagini di lui che cade e si sentivano le sue urla. Nell’ultima stanza c’era una statua dell’angelo seduto su un cuscino di marmo con un’ala spezzata e con una piuma sulla mano; sta pregando Dio perché vuole tornare in Paradiso però non può farlo da solo perchè ha un’ala spezzata.
La mostra mi è piaciuta perché sono stati utilizzati materiali nuovi, riciclando molte cose. Penso che gli artisti moderni siano molto sensibili ai problemi dell’ambiente! (Dario)
Quattordici lingue diverse a dire benvenuto al Vescovo.
La visita pastorale è arrivata ieri mattina alla scuola primaria statale Santa Francesca Cabrini di corso Archinti e sono stati duecento i ragazzi delle dieci classi che hanno ricevuto monsignor Merisi, insieme ad insegnanti e collaboratori scolastici.