"Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"
(Saint Exupery)
Fin da quando può liberamente impugnare una matita un bambino cerca di esprimere attraverso linee e colori se stesso, le proprie storie, le paure, i sogni, i desideri. Il suo sguardo e la sua mano insieme si muovono a cogliere la bellezza delle emozioni suscitate da visioni, ricordi, immagini.
Nella scuola l’espressione artistica si fa viaggio attraverso il duplice percorso dell’osservazione e dell’immaginazione. Cogliere uno squarcio di paesaggio, inquadrare un angolo di una via, tracciare su un foglio le linee architettoniche di una chiesa, tratteggiare le inferriate di un cancello, fissare una linea d’orizzonte oltre la quale lo sguardo incontra l’infinito, dipingere un lembo del territorio immerso nel verde, fermare nel tempo lo scorrere del fiume: attimi in cui la mano e il pensiero si soffermano a penetrare il significato delle forme che creano il palcoscenico del nostro quotidiano, a ricostruire in immagini perenni ciò che per abitudine ignoriamo o non guardiamo con la dovuta attenzione.
Educare all’espressione artistica è educare lo sguardo a cercare nelle forme e nel colore il ritmo dell’esistente.

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