"Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"
(Saint Exupery)
Si apre la porta di un’aula, si scorrono i visi dei bambini e subito si ha la sensazione di essere al centro del mondo: lineamenti diversi, colori della pelle che cambiano sfumature dal chiaro allo scuro, lingue differenti. La scuola si è aperta all’accoglienza e si è messa in gioco. Così si cammina incontro alle culture per crescere insieme.
E’ difficile certamente costruire una rete di rapporti che tenga conto delle diversità spesso apparentemente insormontabili. Ma l’apertura all’altro, ci ha fatto riscoprire e apprezzare anche la nostra cultura. Far crescere i bambini in un clima di solidarietà è la via per preparare dei ragazzi e degli adulti che sapranno guardare il mondo con gli occhi della curiosità, del desiderio di conoscere, del bisogno di costruire insieme con gli altri. Attraverso i bambini che giocando giorno per giorno tra loro imparano la lingua e i diversi modi di vivere si raggiungono gli adulti, che vengono coinvolti in momenti di scambio e di integrazione. La scuola dell’imparare facendo, dello scoprire guardando e osservando, deve essere anche la scuola dell’incontro e della comunità dove le barriere architettoniche, linguistiche, culturali, vengono eliminate dalla disponibilità all’ascolto, all’accoglienza dell’altro come risorsa e mai come problema.

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